Malattia cerebrovascolare silente: un fattore di rischio di ictus ischemico futuro?

Concetti da ricordare

  • La malattia cerebrovascolare silente (Silent Cerebrovascular Disease, SCD) scoperta incidentalmente mediante neuroimaging di routine è associata a un rischio significativamente maggiore di ictus ischemico futuro e potrebbe essere uno strumento per la prevenzione primaria dell’ictus.

Perché è importante

  • L’evidenza di SCD, tra cui infarti cerebrali silenti (Silent Brain Infarction, SBI) e malattia della sostanza bianca (White Matter Disease, WMD), è un riscontro incidentale comune nelle cure cliniche di routine. L’Associazione cardiologica americana (American Heart Association)/Associazione americana dell’ictus (American Stroke Association) ha indicato l’SBI come una priorità fondamentale per nuovi studi sulla prevenzione dell’ictus.

  • Tuttavia, la logistica delle indagini sull’SBI negli studi clinici è complessa: i programmi di screening per l’SCD non sono definiti, i pazienti potrebbero non essere informati di un riscontro di SBI, non esistono codici ICD [International Classification of Diseases (Classificazione internazionale delle malattie)]-9 per SBI o WMD e l’SCD non è solitamente riportata nei campi preimpostati delle cartelle cliniche elettroniche.

  • Per fronteggiare queste difficoltà, gli sperimentatori hanno sviluppato un algoritmo di elaborazione del linguaggio naturale (Natural Language Processing, NLP) per identificare i pazienti con SCD in base alla revisione automatizzata dei referti neuroradiologici. Utilizzando questa tecnica, è stato possibile effettuare un’indagine sull’SCD e sul rischio di ictus ischemico.