Nuovi dati dimostrano i benefici dell’uso dell’ICM nel rilevare la FA a seguito di ictus non cardioembolico

Secondo quanto riportato dagli specialisti all’ISC 2021, l’uso di dispositivi di monitoraggio cardiaco impiantabile (Insertable Cardiac Monitoring, ICM) in pazienti con ictus ischemico attribuito all’occlusione dei piccoli vasi (Small Vessel Occlusion, SVO) o all’aterosclerosi delle grandi arterie (Large Artery Atherosclerosis, LAA) può aiutare a rilevare la fibrillazione atriale (FA) post-ictus e approfondire le strategie di prevenzione.

Il Dott. Lee Schwamm dell’Ospedale generale del Massachusetts (Massachusetts General Hospital) di Boston, Stati Uniti, ha presentato i dati raccolti in 1 anno di sperimentazione in corso sulla FA nell’ictus.

Lo scopo di questo studio prospettico condotto in 33 centri è stabilire i tassi di FA nei pazienti con eziologia dell’ictus da SVO o LAA, confrontando il monitoraggio continuo con un ICM con lo standard di cura (standard of care, SOC) specifico del centro per il rilevamento di aritmie cardiache.